rivoluzionepsichedelica


“Phantastica” di Louis Lewin
Gennaio 12, 2008, 7:19 pm
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PHANTASTICA

Il medico, farmacologo e tossicologo tedesco Louis Lewin (1850-1924) si dedicò allo studio sistematico delle sostanze psicotrope o “modificanti le funzionalità cerebrali”. E’ considerato uno dei fondatori della branca dell’antropologia chiamata etnobotanica. Sembra sia stato il primo europeo a descrivere in termini scientifici il peyote nel 1886. Fu studioso delle tossicomanie, in particolare della morfina.
Nella sua opera principale, Phantastika, pubblicata nel 1924 a Berlino, egli suddivideva le sostanze psicotrope in cinque categorie: gli Euforici, i Fantastici, gli Inebrianti, gli Ipnotici e gli Eccitanti. In quest’opera pioneristica, Lewin descrive gli effetti delle varie sostanze, l’uso rituale e voluttuario, ne insegue anche le tracce nella storia delle letteratura, nelle fiabe e negli usi. Le sostanze che Lewin chiamava “fantastiche” saranno più tardi chiamate con altri nomi: “allucinogeni”, “psichedelici” e infine “enteogeni”. In questa categoria, Lewin fu tra i primi a descrivere gli effetti certi di sostanze come l’amanita muscaria e il peytol (o peyote).
L’importanza di Phantastica non sta nei meriti intrinseci dell’opera, che fu presto superata, ma nell’influsso che ebbe sulle generazioni di intellettuali modernisti. Fra questi Aldous Huxley che lesse e recensì l’edizione inglese di Phantastica. Il libro fu tradotto in italiano dalla Vallardi nel 1928.



Aldous Huxley
Gennaio 12, 2008, 7:18 pm
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Aldous Huxley (1894-1963) è stato un profilico scrittore britannico, saggista, romanziere e giornalista. Proveniva da una famiglia di ricca tradizione intellettuale, imparentata dal lato paterno con Leonard Huxley, nonno di Aldous, biologo collaboratore e sostenitore di Charles Darwin, e dal lato materno con Matthew Arnold, uno dei più importanti poeti vittoriani. Fondamentalmente ansioso e insoddisfatto dell’educazione angnostica e razionalista che gli era stata impartita, Huxley studiò tutta la vita gli stati alterati di coscienza, praticando yoga e varie tecniche di meditazione e respirazione. Nel 1925 lesse e recensì Phantastika, il libro sugli stupefacenti di Louis Lewin ricevendone un’impressione profonda. Il suo interesse per le sostanze psicotrope, capaci di spezzare lo stato di veglia crebbe con il tempo ed è testimoniato, oltre che da una serie di saggi minori scritti nel periodo giovanile, anche da quello che è considerato il suo capolavoro, il romanzo Il mondo nuovo del 1938. Qui però la droga — presente in più varianti — viene vista come uno strumento di controllo, utile ai governanti del mondo futuro a rendere passivi e soddisfatti di sé gli uomini. La visione che Huxley presenta, in questo romanzo, è fondamentalmente negativa, anche se aperta e curiosa. La sua visione cambia negli anni Cinquanta, dopo il suo incontro con lo psichiatra inglese Humphrey Osmond. Come Huxley, che viveva in California, anche Osmond era espatriato in America, e lavorava all’ospedale psichiatrico di Saskatchewan in Canada. Qui cominciò a studiare le schizofrenia, e si convinse che una sostanza “allucinogena” ricavata al cacto peyote, la mescalina, poteva indurre una temporanea psicosi. Assieme al collega John Smythies, Osmond elaborò una teoria esposta in un articolo sullo “Hibbert Journal” che incurisì moltissimo Huxley. Osmond accettò di somministrare ad Huxley la mescalina. Il risultato di quell’esperimento, avvenuto il 4 maggio del 1953, fu condensato da Huxley nel libro Le porte della percezione dato alle stampe l’anno successivo, con ottimo successo. In questo libro, riprendeva una teoria di Henry Bergson secondo la quale il nostro cervello non è altro che una “valvola riduttrice”, che filtra e riduce le sensazioni troppo potenti e vaste del Tutto. Nel 1955, tornò sull’argomento con Paradiso e inferno, che continuava le riflessioni sulle droghe allucinogene e sul loro impatto.

Negli anni seguenti, Huxley continuò ad approfondire il suo nuovo interesse per gli allucinogeni, sperimantandone diversi, fra cui l’LSD. Entrò in un ambiente di sperimentatori fra i quali si contavano diversi psicanalisti e psichiatri, scrittori, studiosi di spiritualità, singolari personaggi e anche scienziati come Timothy Leary. Dopo alcuni anni di esperienze scrisse la sua ultima opera, L’Isola(1962) nella quale esprimeva idee positive sull’uso degli psichedelici che avrebbero potuto costituire, secondo lui, dei sostituti delle cerimonie di iniziazione e avrebbero potuto garantire delle esperienze preziose per la maturazione dei giovani. Nel romanzo a tesi L’Isola, Huxley presenta appunto una società, racchiusa nell’isola immaginaria di Pala, nella quela l’utopia è realizzata e le droghe sono utilizzate per marcare le cerimonie d’iniziazione delle fasi principali della vita degli individui.



Gerald Heard
Gennaio 12, 2008, 7:18 pm
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Alfred Matthew Hubbard (1901-1982) fu il più sconcertante fra i fautori della rivoluzione psichedelica. Era, e sarebbe rimasto, un personaggio misterioso: vantava contatti con i potenti, con i servizi segreti; vestiva in modo militaresco, con una specie di divisa, portando una pistola colt al fianco. Si faceva chiamare “capitano” Hubbard, molti pensavano per via dei suoi contatti con l’OSS, in realtà per un brevetto della marina mercantile americana. I suoi amici lo conoscevano come “Cappy”.
Nel luglio del 1920, diciannovenne, il “Seattle Post-Intelligencer” lo intervistò come inventore di <a href=” http://atl2.netfirms.com/engy/mutch/matrixlaw/hubbard.htm”
un singolare dispositivo,
forse una batteria convenzionale, forse nucleare.
. Dopo un periodo passato in prigione, nel 1945 fu ingaggiato dai servizi segreti americani, allora Office of Strategic Services (OSS). Dopo la guerra, a Vancouver, fondò la Marine Manufacturing e divenne direttore scientifico della Uranium Corporation of Vancouver. Nei primi anni Cinquanta, nella località di Spokane, Stato di Washington, sostenne di aver visto un angelo che gli avrebbe rivelato che “stava per succedere qualcosa di tremendamente importante per il futuro dell’umanità e lui avrebbe giocato un ruolo in tutto quello”. Non aveva idea di che cosa si trattava sino a quando nel 1951, leggendo “The Hibbert Journal”, il suo occhio cadde sulla parola LSD. Riuscì a procurarsi la sostanza e la provò. L’esperienza psichedelica andò oltre le sue aspettative. Scrisse alla Sandoz, e comperò un grande quantitativo di LSD, sufficiente per migliaia di dosi. L’unico scopo della sua vita, sino alla morte nel 1981 sarebbe stata la diffusione dell’LSD.
Nel 1953 conobbe Osmond a Vancouver Yacht Club, presentandosi come un influente milionario. Questi lo mise in contatto con Aldous Huxley che salutò questa apparizione come una manifestazione del Grande Potere finalmente interessato al potenziale trasformativo degli psichedelici. Hubbard, cattolico devoto, si era convinto che gli psichedelici consentissero a tutti la Visione Beatifica. Fu tra i primi ad avanzare un argomento caratteristico del periodo: gli psichedelici avrebbero salvato il mondo dall’olocausto nucleare.
Grazie al capitano Hubbard, Huxley prese la sua prima dose di LSD poco prima del Natale del 1955, in compagnia di Gerald Heard.
Huxley descrisse ad Osmond gli effetti della nuova prodigiosa sostanza. L’LSD induceva effetti ben più potenti della mescalina dal punto di vista fisico, ma assolutamente identici dal punto di vista psicologico. Durante l’esperimento, Hubbard si dedicò ad esperimenti ESP che Huxley trovò infantili. Hubbard cominciò a viaggiare incessantemente negli Stati Uniti e in Europa organizzando sessioni con personaggi dell’economia e della cultura. Non usava soltanto l’LSD, ma anche la mescalina, il carbogeno e altre sostanze meno conosciute, che estraeva da una capientissima borsa di cuoio. Nel 1957, Hubbard riuscì persino ad “accendere” all’LSD un reverendo della cattedrale del Santo Rosario di Vancouver. Gli chiese anche di scrivere e diramare una nota ufficiale. Il sacerdote dichiarava di seguire con ansia gli studi sulle sostanze psichedeliche, pensando con rispetto e gratitudine al ruolo che potevano avere nell’Economia Divina.
Comperandosi una laurea fasulla in psicologia, nel 1958 Hubbard impiantò una specie di clinica dell’LSD, a New Westminster, nello stato canadese del British Columbia. Lo scopo della struttura era curare disturbi con gli psichedelici, sull’esempio di Humphrey Osmond o Oscar Janiger. Nel 1959, il giornalista Ben Metcalfe fu invitato da Hubbard a partecipare ad una sessione di due giorni. Prese la droga in una stanza progettata dal capitano. Alle pareti della stanza erano appese una riproduzione dell’Ultima Cena di Salvador Dalì, un Buddha dipinto da Gaugin e una statua della Vergine Maria. C’era anche molto incenso. Un potente impianto stereo diffondeva musiche di Johann Sebastian Bach. L’esperienza di Metcalfe fu affollata da visioni che ricordavano film peplum e rappresentazioni di drammi di Shakespeare e si concluse con un suo lungo pianto a dirotto sulla spalla di Hubbard. Questi disse al suo paziente che era bene che lui piangesse perché aveva ritrovato una dimensione rimossa, quella dimensione che tutti rimuoviamo “per diventare uomini”. Dopo il pianto, Metcalfe sprofondò in un’esperienza oscura che gli parve morte.
“Sono morto?” chiese.
“Nessuno muore mai davvero”, gli rispose Hubbard.

Metcalfe scrisse un pezzo sull’attività della clinica canadese dell’LSD e gli affari di Hubard cominciarono ad andare bene. Un giorno gli scrisse uno dei capo-progetti della Ampex, la società che produceva nastri magnetici allora all’avanguardia. Si chiamava Myron Stolaroff e aveva assistito ad una conferenza di Gerald Heard, nella quale aveva parlato delle proprietà dell’LSD. Stolaroff si mise subito in contatto con Hubbard chiedendogli informazioni. Hubbard gli rispose che c’era poco da descrivere, bisognava provare, sperimentare. Sotto l’effetto di questo rivisse, in modo traumatico la sua nascita fisica: rivisse le contrazioni della madre, il passaggio per il canale uterino, l’improvvisa emersione alla luce e al freddo, il trauma, il pianto, la paura. Restò sconvolto.
Entrò nella cerchia di Huxley, Heard e Hubbard, certo che l’LSD fosse “la più grande scoperta fatta dall’uomo”.
Hubbard continuò la sua missione sino ai primi anni Settanta, poi si ritirò in pensione. Morì nel 1981. Il suo ruolo nella storia della rivoluzione psichedelica, e i suoi contatti con il programma Mk-Ultra, restano ancora oggi indecifrabili.



Gerald Heard
Gennaio 12, 2008, 7:17 pm
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Henry Fitzgerald Heard nacque a Londra il 6 ottobre del 1889, da famiglia anglo-irlandese. Il padre era un prete anglicano, curato a Londra e poi a Bath. La madre morì quando era un bambino. Nel 1911 si laureò a Cambridge in storia e poi si preparò per una carriera nel clero anglicano. Ma era tormentato da dubbi angosciosi che lo portarono, nel 1916, ad un grave esaurimento nervoso. All’uscita dalla malattia era divenuto un materialista con una forte coscienza sociale. S’impegnò nel movimento cooperativista, in varie opere di assistenza e nel movimento pacifista. Per dieci anni lavorò con Sir Horace Plunkett (1854-1932), fondatore del movimento cooperativo-agricolo irlandese. Entrò in un ambiente intellettuale esclusivo del quale facevano parte George Bernard Shaw, W. B. Yeats e George Russell, J. R. Ackerley, W. H. Auden, G. Lowes Dickinson, E. M. Forster e molti membri di Bloomsbury, fra cui Lytton Strachey. Si fece intanto un nome come giornalista scientifico e una solida reputazione come uomo di cultura e divulgatore scientifico. Collaborò a “The Realist,” un mensile scientifico dalla vita corta ma influente, del cui comitato di redazione fecero parte Arnold Bennett, i fratelli Julian e Aldous Huxley, Bronislaw Malinowski, H. G. Wells e Rebecca West. Nel 1929 pubblicò un libro di filosofia della storia, The Ascent of Humanity, primo di una serie che sarebbe culminato nel 1966 con The Five Ages of Humanity. Curò un programma scientifico quindicinale alla BBC e collaborò anche con The Society for Psychical Research, interessata allo studio dei fenomeni ESP. Nonostante il suo rigetto per le religioni formali, Heard era convinto che la coscienza sopravvivesse alla morte.
Nell’aprile del 1937, Christopher Wood, Gerald Heard e la famiglia Huxley (Aldous, Maria e il loro figlio Matthew), lasciarono l’Inghilterra per gli Stati Uniti a bordo del traslatlantico S.S. Normandie, approdando a New York. Heard si sarebbe stabilito in California, assieme agli Huxley. Nel 1939, ad Hollywood, conobbe Swami Prabhavananda, fondatore della Vedanta Society of Southern California, iniziando la pratica e lo studio del Vedanta. Il materialismo di Heard, come quello di Huxley, si stava stemperando in una concezione materialistico-evoluzionista che pareva adattarsi bene all’antica filosofia non-dualista indiana del Vedanta. Per Heard, la realtà è un tutto che non muta, apparentemente molteplice a causa della limitatezza dei nostri sensi. Per liberarsi da un ciclo di vite che si perpetuano a causa delle passioni, l’uomo deve acquisire consapevolezza e sperimentare la vera realtà imparando a distinguere fra il reale e l’irreale, ed esercitando il distacco e praticando l’attenzione alla realtà. La pratica dell’attenzione continua può distruggere le cinque cause della schiavitù (ignoranza, attaccamento, avversione, ambizione, paura della morte).

Nel 1941 impiegò i suoi soldi nella fondazione di un centro ricerche di religioni comparate, il Trabuco College, un luogo di meditazione, dove i convittori dovevano studiare, meditare tre volte al giorno e coltivare verdure. Il Trabuco College posto nella località di Trabuco Canyon, a circa 140 chilometri a Sud di Los Angeles, si componeva di un complesso di edifici e di una vasta proprietà di terre. L’esperimento, durato circa sei anni, fu interrotto nel 1947 per insuccesso economico.
Heard scrisse moltissimo: saggistica, articoli e romanzi, romanzi del mistero e gialli, alcuni dei queli vendettero molto. Tra i suoi moltissimi progetti vi fu il tentativo di realizzare un’interpretazione del Bardo Thodol—Il libro tibetano dei morti. L’interesse di Heard per il Bardo influenzerà profondamente molti esponenti della psichedelia degli anni Cinquanta e Sessanta, convinti che il libro tibetano potesse essere utilizzato come guida durante l’esperienza di LSD, interpretata (da Ralph Metzner, Timothy Leary, Richard Alpert e altri) come un esperienza di morte e rinascita dell’Io. A quell’epoca, Heard tentò invano di coinvolgere Aldous Huxley e Igor Stravinsky per realizzare un’incisione di grande impatto. Si decise alla fine di realizzare da solo l’impresa, scrivendon una sceneggiatura, che sarebbe stata infine incisa, con il titolo Re-birth, nel 1961. Da allora, comunque, Huxley sviluppò un interesse grandissimo per l’opera tibetana: ne lesse brani alla moglie Maria, durante l’agonia di quest’ultima, nel 1955.
Per molti anni Heard meditò sei ore al giorno, alla ricerca della liberazione. La sua flosofia, integrava la scienza moderna con l’antica concezione del Vedanta. Credeva che l’umanità avrebbe raggiunto altri traguardi attraverso una serie di “salti evolutivi”, idea molto presente nel milieu scientifico-spiritualista del periodo e condivisa, tra gli altri, dai fratelli Julian e Aldous Huxley. A partire dal 1954 fu coinvolto negli esperimenti psichedelici di Huxley, e introdotto da Osmond alla mescalina nel deserto ad est di Los Angeles. Con il capitano Hubbard e Aldous Huxley partecipò alle sessioni sperimentali sull’LSD e, agli inizi degli anni Sessanta. Fu, inoltre, tra le personalità che Timothy Leary invitò al suo Harvard Psychedelic Project, tra il 1960 e il 1963. Nel primo numero della “Psychedelic Review”, al rivista curata dai membri della comune di Millbrook, compare un saggio di Heard intitolato “Can This Drug Enlarge Man’s Mind?”, in cui la riposta che Heard da alla domanda espressa dal titolo (può l’LSD allargare la coscienza?) è cautamente positiva.
Pur non essendo dedito ad una pratica costante degli psichedelici, Heard ne difese sino alla fine l’utilità come strumento di cambiamento sociale e culturale. Heard pensava che gli psichedelici avrebbero provocato un salto nella crescita spirituale dell’umanità, e condivideva le proposte avanzate da Huxley nel romanzo a tesi L’Isola. Tra l’altro, vedeva nell’omosessualità un fenomeno spirituale, che poteva essere spiegato soltanto con il riavvicinamento dell’umanità all’originale androginato. Morì ottantunenne il 14 agosto del 1971 a Santa Monica, California, dopo alcuni anni di decadenza.



The Psychedelic Review
Gennaio 12, 2008, 7:14 pm
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Rivista fondata da Timothy Leary, Richard Alpert e Ralph Metznger, nel 1963, dopo l’espulsione dei primi due da Harvard. La rivista, pubblicata per soli dodici numero stagionali, dall’estate del 1963 all’inverno del 1970-1971, fu inizialmente un’espressione della IF-IF, la International Federation for Internal Freedom (Lega Internazionale per la Libertà Interiore) che fu fondata da Leary durante le prime reazioni negative del “Sistema” nei confronti delle droghe psichedeliche. Già dal secondo numero, però, Ralph Metzner, che della rivista sarebbe stato il direttore, divideva il destino dell’associazione dall’avventura editoriale nella quale si stava impegnando. Metzner era interessato agli studi scientifici sugli psichedelici e alle riflessioni di filosofi e intellettuali come Huxley, Heard e Watts, e stava cercando di allontanarsi dallo stile radicale di Leary che, secondo lui, rischiava di danneggiare la causa psichedelica, più che giovarle.
La rivista ebbe un carattere umanistico e filosofico, ma non mancarono contributi di carattere scientifico. I primi numeri contengono tra l’altro contributi di Gerald Heard, Gottrfied Benn, Alan A. Watts, Robert Gordon Wasson, Julian Huxley. Il terzo numero fu interamente dedicato alla memoria di Aldous Huxley. La rivista può essere considerata la più importante testimonianza scritta sugli inizi del movimento psichedelico e sulla sua ispirazione.

Questa è la lista completa dei contributi (scanditi e messi a disposizione da www.maps.org):

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n1/psychreview01.pdf”

Psychedelic Review, Vol. I, No. 1, June 1963 (complete pdf)
Editorial
Statement of Purpose
“Can This Drug Enlarge Man’s Mind?”, Gerald Heard
The Subjective After-Effects of Psychedelic Experiences: A Summary of Four Recent Questionnaire Studies, Editors
“The Hallucinogenic Fungi of Mexico: An Inquiry into the Origins of the Religious Idea Among Primitive Peoples”, R. Gordon Wasson
“A Touchstone for Courage”, Plato
“Provoked Life: An Essay on the Anthropology of the Ego”, Gottfried Benn
“The Individual as Man/World”, Alan W. Watts
“Annihilating Illumination”, George Andrews
“The Pharmacology of Psychedelic Drugs”, Ralph Metzner
Notes on Contributors

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n2/psychreview02.pdf”

Psychedelic Review, Vol I, No. 2, Fall 1963 (complete pdf)
Contents
Editorial
“Psychosis ‘Experimental’ and Real”, Joe K. Adams
“Botanical Sources of the New World Narcotics”, Richard Evans Schultes
“Hermann Hesse: Poet of the Interior Journey”, Timothy Leary & Ralph Metzner
“Psychometabolism”, Sir Julian Huxley
“The Treatment of Alcoholism with Psychedelic Drugs”, Editors
Some Comments Concerning Dosage Levels of Psychedelic Compounds for Psychotherapeutic Experiences, Gary M. Fisher
Four Psilocybin Experiences, Frederick Swain, et al.
“The God in the Flowerpot”, Mary Barnard
Book Reviews
Statement of Purpose
Contributors

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n3/psychreview03.pdf”

Psychedelic Review, Vol I, No. 3, 1964 — Aldous Huxley Memorial Issue (complete pdf)
Contents
Editorials
“A Tribute to Aldous Huxley”, Gerald Heard
“A Tribute to Aldous Huxley”, Huston Smith
Some Remembrances of Aldous Huxley”, Alan Watts
“The Last Message of Aldous Huxley”, Timothy Leary
Notes of the Present Status of Ololiuqui and the Other Hallucinogenics of Mexico, R. Gordon Wasson
The Active Principles of the Seeds of Rivea Corymbosa and Ipomoea Violacea”, Albert Hofmann
“A Uterine Stimulant Effect of Extracts of Morning Glory Seeds”,
Ara H. Der Marderosian, Anthony M. Guarino, John J. De Feo and Heber W. Youngken, Jr.
“The Religious Experience: Its Production and Interpretation”, Timothy Leary
Poem from the Maximus Poems, Charles Olson
Communications: An Open Letter to Mr. Joe K. Adams , Lynn Sagan
Book Reviews

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n4/psychreview04.pdf”

Psychedelic Review, Vol. I, No. 4, 1964 (complete pdf)
Contents
Editorial
Publisher’s statement
Psychedelics and the Law: A Prelude in Question Marks, Roy C. Bates
The Regulation of Psychedelic Drugs, Robert H. Barrigar
LSD and Psychotherapy: A Bibliography of the English-Language Literature, Sanford. M. Unger
The Treatment of Frigidity with LSD and Ritalin, Thomas M. Ling & John Buckman
Shouted from the Housetops: A Peyote Awakening, Joyce James
Notes on Contributors
Books Received
Book Reviews

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n5/psychreview05.pdf”

Contents of Vol. I, 1963-4
Psychedelic Review, No. 5, 1965 (complete pdf)
Contents
Our Second Year
The Relation of Expectation and Mood to Psilocybin Reactions: A Questionnaire Study,
Ralph Metzner, George Litwin & Gunther M. Well
Two Psychedelic Experiences: A Fundamental Experiment, Rene Daumal
A Suggestion About Mysticism, William James
Psychedelic Metaphysics, David Drake
Zen Buddhism: A Psychological Review, Edward W. Maupin
Review Essays
All and Everything by G.I. Gundjieff, Terry Winter Owens & Suzanne D. Smith
Rebirth Without Fear: The Psychedelic Experience by Timothy Leary, Ralph Metzner, & Richard Alpert, Gerald Heard
Books Received
Book Reviews
Notes on Contributors

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n6/psychreview06.pdf”

Psychedelic Review, No. 6, 1965 (complete pdf)
Contents
Editorial
Transcendental Experience in Relation to Religion and Psychosis, R.D. Laing
Hallucinogenic Drugs: A Perspective with Special Reference to Peyote and Cannabis, William H. McGlothlin
Ayahuasca Drinkers among the Chama Indians of Northeast Peru, Heinz Kusel
Daru and Bhang: Cultural factors in the choice of intoxicant, G.M. Carstains
Experiment Five, Henri Michaux
Second Epistle to the Romans, Wilson Van Dusen
Review Essay: Meetings with Remarkable Men, Terry Winter Owens
Four Poems, Ben Goldstein
Book Reviews
Books Received
To the Editors
Notes on Contributors

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n7/psychreview07.pdf”

Psychedelic Review, No. 7, 1965 (complete pdf)
Editorial
Two New Laws Relating to Psychedelics
Five Psychedelic Prayers Adapted from the Tao Te Ching, Timothy Leary
The Influence of Sound Phenomena on Human Consciousness, Alain Danieleu
A High Yogic Experience Achieved with Mescaline, John Blofeld
Moire Patterns and Visual Hallucinations, Gerald Osler
Mechanisms of Hallucinations, Heinrich Kluver
The Experiential Typewriter, Timothy Leary
What is Schizophrenia?, Abram Hoffer and Humphry Osmond
Book Reviews
Books Received
Correspondence
Notes on Contributors/Reviewers

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n8/psychreview08.pdf”

Psychedelic Review, No. 8, 1966 (complete pdf)
Contents
Editorial
Two Cases of Altered Consciousness with Amnesia Apparently Telepathically Induced, Margaret A. Paul
The Second Fine Art: Neo-Symbolic Communication of Experience, Timothy Leary
Aspects of Biochemical Pharmacology of Psychotropic Drugs, Daniel X. Freedman
Mystical States and the Concept of Regression, Raymond Prince & Charles Savage
Discussion of Paper by Prince and Savage, Walter H. Clare
Programmed Communication During Experience with DMT, Timothy Leary
Psychedelic Research in the Context of Contemporary Psychology, Robert E. Mogar
Some Observations on the Resistance to the Use of LSD in Psychotherapy, Harold R. Stern
Seeds of Glory, Robert Wolff
Synchronicity and the Plot/Plot, Arthur Kleps
Sky Taste Alive Inside, George Andrews
Book Reviews
Notes on Contributors

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n9/psychreview09.pdf”

Psychedelic Review, No. 9, 1967 (complete pdf)
Contents
Editorial
On Programming Psychedelic Experiences, Ralph Metzner & Timothy Leary
The Native American Church Meeting, Stewart Brand
LSD and Chromosomes, Alfred M. Prince
Seven Drawings, Isaac Abrams
Some Consequences of the LSD Revolution, Walter L. Schneider
Homage to the Awe-full Seer, Timothy Leary
Notes on Soma, Sampurnanand
Marihuana and the New American Hedonism, John N. Bleibtreu
Notes on Current Psychedelic Research, Ralph Metzner
Letter to the Editor
Book Reviews
Notes on Contributors

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n10/psychreview10.pdf”

Psychedelic Review, No. 10, 1969 (complete pdf)
(Cover)
Contents
Editorial
The Use of Psychedelic Agents with Autistic Schizophrenic Children, Robert E. Mogar & Robert W. Aldrich
Pseudo-Narcosis, Inca Mandala
Lonelinesss, Gary M. Fisher
LSD and Sexuality, Richard Alpert
Orpheus and Eurydice, John Esam
The Effects of Consciousness-Expanding Drugs on Prisoner Rehabilitation, Timothy Leary
Lines Written on Reading Father Teilhard De Chardin, Paul S. Frey
LSD, Chromosomes and Sensationalism, Joel Fort & Ralph Metzner
Honghi, Meester?, Nat Finkelstein
Gates of Eden, Harold Massoon
Notes on Current Research, Ralph Metzner
Letter to the Editor
Book Reviews and Notes

<a href=”http://www.maps.org/psychedelicreview/v1n11/psychreview11.pdf”

Psychedelic Review, No. 11, Winter 1970/71 (complete pdf)
Contents
Editorial
The Psychedelic Mystical Experience in the Human Encounter with Death, Walter N. Pahnke
The Radicalization of Timothy Leary
Introduction, Robert Mogar
The Third Bardo, Timothy Leary
The Second Bardo, Joseph Rhine and Gerald Pearlman
The First Bardo, Baba Ram Dass and Gerald Pearlman
The Art of Leo Conklin
The Sociology of the Now, Ira Einhorn
Hallucinations as the World of Spirits, Wilson Van Dusen
Cannabis as a Treatment for Alcoholism, Tod H. Mikuriya
Book Reviews
Books Received
News and Notes
Notes on Contributors
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Gran sacerdote (abbozzo)
Gennaio 12, 2008, 7:14 pm
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È stato ripubblicato dalla ShaKe Edizioni di Milano Il Grande Sacerdote pubblicato da Timothy Leary nel 1967. Fu scritto dopo la seconda fase dell’ avventura psichedelica di Leary, quella di Millbrook. Nel corso degli anni Sessanta era diventato il guru incontrastato del movimento, acquisendo un grande carisma. Dopo il 1967 le cose cambiarono anche per lui. Altri lo superarono, altri protagonisti e leader, come Allen Ginsberg, proseguirono la sua avventura muovendosi forse con ancora maggiore scaltrezza.
L’importanza de Il Gran Sacerdote (High Priest) sta intanto nella sua originalità e poi nella sua struttura. Si tratta del racconto commentato di 16 “trip”, sedici iniziazioni psichedeliche, avvenute nei primi anni Sessanta – tra il 1960 e il 1962 — durante le quali Leary incontra altri protagonisti di quella stagione fra i quali: William Burroughs, Aldous Huxley, Allen Ginsberg, Gerard Heard, Alan Watts. A partire dalla prima esperienza con la psilocibina, avvenuta a Cuernavaca, in compagnia di altri psicologi nell’estate del 1960, e sino all’ultima Leary abbozza la sua interpretazione dell’esperienza psichedelica come apertura all’infinito, alla vera realtà dell’essere.

Dati: Il Grande Sacerdote. il libro più importante e rivoluzionario sull’lsd. Prefazione di Allen Ginsberg; Traduzione di Gian Attilio Trentini. Revisione di Raf Valvola Scelsi. ShaKe Edizioni, Milano 2006



Jack Kerouac, icona riluttante
Gennaio 12, 2008, 7:07 pm
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Il nome di Jack Kerouac (1922-1969) è spesso associato alla storia del movimento psichedelico. Questa associazione però appare abusiva se non esagerata. O per lo meno va chiarita. Kerouac fu uno degli esponenti principali dei Beat assieme ad Allen Ginsberg, William Burroughs e altri. Ma, a differenza di questi due, sempre impegnati a compiere esperimenti con gli allucinogeni, non fu mai un sostenitore degli effetti creativi di queste sostanze. Fondamentalmente Kerouac era dipendente dall’alcool. Quando morì, ancora giovane, di cirrosi epatica non riusciva a smettere di bere nonostante le condizioni sempre più compromesse della sua salute. Ma la sua stagione creativa, fu legata alle anfetamine e alla metedrina.
L’LSD gli fu somministrato da Timothy Leary, anche come tentativo terapeutico per guariglo dall’alcolismo, ma l’esperienza non gli piacque, al punto che avrebbe dichiarato più tardi di considerare quella sostanza lo strumento di un complotto comunista per distruggere la gioventù americana. L’avversione per l’LSD lo accomunò a Burroughs che era stato sin dagli anni Cinquanta uno sperimentatore avventuroso, per non dire spericolato, delle sostanze meno conosciute, come il vino di yagé, per il quale aveva fatto un viaggio pericoloso in Bolivia nel 1953. Ma anche l’impatto di Kerouac con alcuni fra gli esponenti più tipici della fase carismatica ed entusiastica del movimento psichedelico, i Merry Pranksters, fu traumatica. Nel 1964, quando Ken Kesey e la sua masnada di pazzi che viaggiavano sul bus Further vollero organizzare una festa, a New York, in onore di Kerouac, l’incontro — auspice Allen Ginsberg — si rivelò un fallimento. Il guidatore del Further era il vecchio beat amico di Kerouac Neal Cassady, che si era trovato perfettamente a suo agio con il gruppo di californiani sempre sotto effetto di LSD. Ma per Kerouac fu diverso. Non amò il loro stile chiassoso, né gli effetti rutilanti dell’LSD. La festa fu un fallimento. Cassady e Kerouac non si sarebbero più rivisti e sarebbero morti, l’uno di overdose, l’altro di delirium tremens, nel giro di pochi anni. Il rapporto diretto fra Cassady e la psichedelica fu questo. Vero è però che gli hippy considereranno Kerouac, come Cassady, un loro “fratello maggiore”. Gli hippy non erano altro che una revisione dei Beat, meno cupi forse, meno disperati, anche perché i loro temperamenti venivano modellati da sostanze diverse. E Kerouac, nonostante fosse lontano su molti aspetti, dall’hippiedom, divenne, suo malgrodo, un’icona del movimento psichedelico.



Hello world!
Gennaio 12, 2008, 6:46 pm
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