rivoluzionepsichedelica


Gerald Heard
Gennaio 12, 2008, 7:18 pm
Archiviato in: Personaggi

Alfred Matthew Hubbard (1901-1982) fu il più sconcertante fra i fautori della rivoluzione psichedelica. Era, e sarebbe rimasto, un personaggio misterioso: vantava contatti con i potenti, con i servizi segreti; vestiva in modo militaresco, con una specie di divisa, portando una pistola colt al fianco. Si faceva chiamare “capitano” Hubbard, molti pensavano per via dei suoi contatti con l’OSS, in realtà per un brevetto della marina mercantile americana. I suoi amici lo conoscevano come “Cappy”.
Nel luglio del 1920, diciannovenne, il “Seattle Post-Intelligencer” lo intervistò come inventore di <a href=” http://atl2.netfirms.com/engy/mutch/matrixlaw/hubbard.htm”
un singolare dispositivo,
forse una batteria convenzionale, forse nucleare.
. Dopo un periodo passato in prigione, nel 1945 fu ingaggiato dai servizi segreti americani, allora Office of Strategic Services (OSS). Dopo la guerra, a Vancouver, fondò la Marine Manufacturing e divenne direttore scientifico della Uranium Corporation of Vancouver. Nei primi anni Cinquanta, nella località di Spokane, Stato di Washington, sostenne di aver visto un angelo che gli avrebbe rivelato che “stava per succedere qualcosa di tremendamente importante per il futuro dell’umanità e lui avrebbe giocato un ruolo in tutto quello”. Non aveva idea di che cosa si trattava sino a quando nel 1951, leggendo “The Hibbert Journal”, il suo occhio cadde sulla parola LSD. Riuscì a procurarsi la sostanza e la provò. L’esperienza psichedelica andò oltre le sue aspettative. Scrisse alla Sandoz, e comperò un grande quantitativo di LSD, sufficiente per migliaia di dosi. L’unico scopo della sua vita, sino alla morte nel 1981 sarebbe stata la diffusione dell’LSD.
Nel 1953 conobbe Osmond a Vancouver Yacht Club, presentandosi come un influente milionario. Questi lo mise in contatto con Aldous Huxley che salutò questa apparizione come una manifestazione del Grande Potere finalmente interessato al potenziale trasformativo degli psichedelici. Hubbard, cattolico devoto, si era convinto che gli psichedelici consentissero a tutti la Visione Beatifica. Fu tra i primi ad avanzare un argomento caratteristico del periodo: gli psichedelici avrebbero salvato il mondo dall’olocausto nucleare.
Grazie al capitano Hubbard, Huxley prese la sua prima dose di LSD poco prima del Natale del 1955, in compagnia di Gerald Heard.
Huxley descrisse ad Osmond gli effetti della nuova prodigiosa sostanza. L’LSD induceva effetti ben più potenti della mescalina dal punto di vista fisico, ma assolutamente identici dal punto di vista psicologico. Durante l’esperimento, Hubbard si dedicò ad esperimenti ESP che Huxley trovò infantili. Hubbard cominciò a viaggiare incessantemente negli Stati Uniti e in Europa organizzando sessioni con personaggi dell’economia e della cultura. Non usava soltanto l’LSD, ma anche la mescalina, il carbogeno e altre sostanze meno conosciute, che estraeva da una capientissima borsa di cuoio. Nel 1957, Hubbard riuscì persino ad “accendere” all’LSD un reverendo della cattedrale del Santo Rosario di Vancouver. Gli chiese anche di scrivere e diramare una nota ufficiale. Il sacerdote dichiarava di seguire con ansia gli studi sulle sostanze psichedeliche, pensando con rispetto e gratitudine al ruolo che potevano avere nell’Economia Divina.
Comperandosi una laurea fasulla in psicologia, nel 1958 Hubbard impiantò una specie di clinica dell’LSD, a New Westminster, nello stato canadese del British Columbia. Lo scopo della struttura era curare disturbi con gli psichedelici, sull’esempio di Humphrey Osmond o Oscar Janiger. Nel 1959, il giornalista Ben Metcalfe fu invitato da Hubbard a partecipare ad una sessione di due giorni. Prese la droga in una stanza progettata dal capitano. Alle pareti della stanza erano appese una riproduzione dell’Ultima Cena di Salvador Dalì, un Buddha dipinto da Gaugin e una statua della Vergine Maria. C’era anche molto incenso. Un potente impianto stereo diffondeva musiche di Johann Sebastian Bach. L’esperienza di Metcalfe fu affollata da visioni che ricordavano film peplum e rappresentazioni di drammi di Shakespeare e si concluse con un suo lungo pianto a dirotto sulla spalla di Hubbard. Questi disse al suo paziente che era bene che lui piangesse perché aveva ritrovato una dimensione rimossa, quella dimensione che tutti rimuoviamo “per diventare uomini”. Dopo il pianto, Metcalfe sprofondò in un’esperienza oscura che gli parve morte.
“Sono morto?” chiese.
“Nessuno muore mai davvero”, gli rispose Hubbard.

Metcalfe scrisse un pezzo sull’attività della clinica canadese dell’LSD e gli affari di Hubard cominciarono ad andare bene. Un giorno gli scrisse uno dei capo-progetti della Ampex, la società che produceva nastri magnetici allora all’avanguardia. Si chiamava Myron Stolaroff e aveva assistito ad una conferenza di Gerald Heard, nella quale aveva parlato delle proprietà dell’LSD. Stolaroff si mise subito in contatto con Hubbard chiedendogli informazioni. Hubbard gli rispose che c’era poco da descrivere, bisognava provare, sperimentare. Sotto l’effetto di questo rivisse, in modo traumatico la sua nascita fisica: rivisse le contrazioni della madre, il passaggio per il canale uterino, l’improvvisa emersione alla luce e al freddo, il trauma, il pianto, la paura. Restò sconvolto.
Entrò nella cerchia di Huxley, Heard e Hubbard, certo che l’LSD fosse “la più grande scoperta fatta dall’uomo”.
Hubbard continuò la sua missione sino ai primi anni Settanta, poi si ritirò in pensione. Morì nel 1981. Il suo ruolo nella storia della rivoluzione psichedelica, e i suoi contatti con il programma Mk-Ultra, restano ancora oggi indecifrabili.


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