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Il nome di Jack Kerouac (1922-1969) è spesso associato alla storia del movimento psichedelico. Questa associazione però appare abusiva se non esagerata. O per lo meno va chiarita. Kerouac fu uno degli esponenti principali dei Beat assieme ad Allen Ginsberg, William Burroughs e altri. Ma, a differenza di questi due, sempre impegnati a compiere esperimenti con gli allucinogeni, non fu mai un sostenitore degli effetti creativi di queste sostanze. Fondamentalmente Kerouac era dipendente dall’alcool. Quando morì, ancora giovane, di cirrosi epatica non riusciva a smettere di bere nonostante le condizioni sempre più compromesse della sua salute. Ma la sua stagione creativa, fu legata alle anfetamine e alla metedrina.
L’LSD gli fu somministrato da Timothy Leary, anche come tentativo terapeutico per guariglo dall’alcolismo, ma l’esperienza non gli piacque, al punto che avrebbe dichiarato più tardi di considerare quella sostanza lo strumento di un complotto comunista per distruggere la gioventù americana. L’avversione per l’LSD lo accomunò a Burroughs che era stato sin dagli anni Cinquanta uno sperimentatore avventuroso, per non dire spericolato, delle sostanze meno conosciute, come il vino di yagé, per il quale aveva fatto un viaggio pericoloso in Bolivia nel 1953. Ma anche l’impatto di Kerouac con alcuni fra gli esponenti più tipici della fase carismatica ed entusiastica del movimento psichedelico, i Merry Pranksters, fu traumatica. Nel 1964, quando Ken Kesey e la sua masnada di pazzi che viaggiavano sul bus Further vollero organizzare una festa, a New York, in onore di Kerouac, l’incontro — auspice Allen Ginsberg — si rivelò un fallimento. Il guidatore del Further era il vecchio beat amico di Kerouac Neal Cassady, che si era trovato perfettamente a suo agio con il gruppo di californiani sempre sotto effetto di LSD. Ma per Kerouac fu diverso. Non amò il loro stile chiassoso, né gli effetti rutilanti dell’LSD. La festa fu un fallimento. Cassady e Kerouac non si sarebbero più rivisti e sarebbero morti, l’uno di overdose, l’altro di delirium tremens, nel giro di pochi anni. Il rapporto diretto fra Cassady e la psichedelica fu questo. Vero è però che gli hippy considereranno Kerouac, come Cassady, un loro “fratello maggiore”. Gli hippy non erano altro che una revisione dei Beat, meno cupi forse, meno disperati, anche perché i loro temperamenti venivano modellati da sostanze diverse. E Kerouac, nonostante fosse lontano su molti aspetti, dall’hippiedom, divenne, suo malgrodo, un’icona del movimento psichedelico.
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