rivoluzionepsichedelica


Aldous Huxley
Gennaio 12, 2008, 7:18 pm
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Aldous Huxley (1894-1963) è stato un profilico scrittore britannico, saggista, romanziere e giornalista. Proveniva da una famiglia di ricca tradizione intellettuale, imparentata dal lato paterno con Leonard Huxley, nonno di Aldous, biologo collaboratore e sostenitore di Charles Darwin, e dal lato materno con Matthew Arnold, uno dei più importanti poeti vittoriani. Fondamentalmente ansioso e insoddisfatto dell’educazione angnostica e razionalista che gli era stata impartita, Huxley studiò tutta la vita gli stati alterati di coscienza, praticando yoga e varie tecniche di meditazione e respirazione. Nel 1925 lesse e recensì Phantastika, il libro sugli stupefacenti di Louis Lewin ricevendone un’impressione profonda. Il suo interesse per le sostanze psicotrope, capaci di spezzare lo stato di veglia crebbe con il tempo ed è testimoniato, oltre che da una serie di saggi minori scritti nel periodo giovanile, anche da quello che è considerato il suo capolavoro, il romanzo Il mondo nuovo del 1938. Qui però la droga — presente in più varianti — viene vista come uno strumento di controllo, utile ai governanti del mondo futuro a rendere passivi e soddisfatti di sé gli uomini. La visione che Huxley presenta, in questo romanzo, è fondamentalmente negativa, anche se aperta e curiosa. La sua visione cambia negli anni Cinquanta, dopo il suo incontro con lo psichiatra inglese Humphrey Osmond. Come Huxley, che viveva in California, anche Osmond era espatriato in America, e lavorava all’ospedale psichiatrico di Saskatchewan in Canada. Qui cominciò a studiare le schizofrenia, e si convinse che una sostanza “allucinogena” ricavata al cacto peyote, la mescalina, poteva indurre una temporanea psicosi. Assieme al collega John Smythies, Osmond elaborò una teoria esposta in un articolo sullo “Hibbert Journal” che incurisì moltissimo Huxley. Osmond accettò di somministrare ad Huxley la mescalina. Il risultato di quell’esperimento, avvenuto il 4 maggio del 1953, fu condensato da Huxley nel libro Le porte della percezione dato alle stampe l’anno successivo, con ottimo successo. In questo libro, riprendeva una teoria di Henry Bergson secondo la quale il nostro cervello non è altro che una “valvola riduttrice”, che filtra e riduce le sensazioni troppo potenti e vaste del Tutto. Nel 1955, tornò sull’argomento con Paradiso e inferno, che continuava le riflessioni sulle droghe allucinogene e sul loro impatto.

Negli anni seguenti, Huxley continuò ad approfondire il suo nuovo interesse per gli allucinogeni, sperimantandone diversi, fra cui l’LSD. Entrò in un ambiente di sperimentatori fra i quali si contavano diversi psicanalisti e psichiatri, scrittori, studiosi di spiritualità, singolari personaggi e anche scienziati come Timothy Leary. Dopo alcuni anni di esperienze scrisse la sua ultima opera, L’Isola(1962) nella quale esprimeva idee positive sull’uso degli psichedelici che avrebbero potuto costituire, secondo lui, dei sostituti delle cerimonie di iniziazione e avrebbero potuto garantire delle esperienze preziose per la maturazione dei giovani. Nel romanzo a tesi L’Isola, Huxley presenta appunto una società, racchiusa nell’isola immaginaria di Pala, nella quela l’utopia è realizzata e le droghe sono utilizzate per marcare le cerimonie d’iniziazione delle fasi principali della vita degli individui.



Gerald Heard
Gennaio 12, 2008, 7:18 pm
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Alfred Matthew Hubbard (1901-1982) fu il più sconcertante fra i fautori della rivoluzione psichedelica. Era, e sarebbe rimasto, un personaggio misterioso: vantava contatti con i potenti, con i servizi segreti; vestiva in modo militaresco, con una specie di divisa, portando una pistola colt al fianco. Si faceva chiamare “capitano” Hubbard, molti pensavano per via dei suoi contatti con l’OSS, in realtà per un brevetto della marina mercantile americana. I suoi amici lo conoscevano come “Cappy”.
Nel luglio del 1920, diciannovenne, il “Seattle Post-Intelligencer” lo intervistò come inventore di <a href=” http://atl2.netfirms.com/engy/mutch/matrixlaw/hubbard.htm”
un singolare dispositivo,
forse una batteria convenzionale, forse nucleare.
. Dopo un periodo passato in prigione, nel 1945 fu ingaggiato dai servizi segreti americani, allora Office of Strategic Services (OSS). Dopo la guerra, a Vancouver, fondò la Marine Manufacturing e divenne direttore scientifico della Uranium Corporation of Vancouver. Nei primi anni Cinquanta, nella località di Spokane, Stato di Washington, sostenne di aver visto un angelo che gli avrebbe rivelato che “stava per succedere qualcosa di tremendamente importante per il futuro dell’umanità e lui avrebbe giocato un ruolo in tutto quello”. Non aveva idea di che cosa si trattava sino a quando nel 1951, leggendo “The Hibbert Journal”, il suo occhio cadde sulla parola LSD. Riuscì a procurarsi la sostanza e la provò. L’esperienza psichedelica andò oltre le sue aspettative. Scrisse alla Sandoz, e comperò un grande quantitativo di LSD, sufficiente per migliaia di dosi. L’unico scopo della sua vita, sino alla morte nel 1981 sarebbe stata la diffusione dell’LSD.
Nel 1953 conobbe Osmond a Vancouver Yacht Club, presentandosi come un influente milionario. Questi lo mise in contatto con Aldous Huxley che salutò questa apparizione come una manifestazione del Grande Potere finalmente interessato al potenziale trasformativo degli psichedelici. Hubbard, cattolico devoto, si era convinto che gli psichedelici consentissero a tutti la Visione Beatifica. Fu tra i primi ad avanzare un argomento caratteristico del periodo: gli psichedelici avrebbero salvato il mondo dall’olocausto nucleare.
Grazie al capitano Hubbard, Huxley prese la sua prima dose di LSD poco prima del Natale del 1955, in compagnia di Gerald Heard.
Huxley descrisse ad Osmond gli effetti della nuova prodigiosa sostanza. L’LSD induceva effetti ben più potenti della mescalina dal punto di vista fisico, ma assolutamente identici dal punto di vista psicologico. Durante l’esperimento, Hubbard si dedicò ad esperimenti ESP che Huxley trovò infantili. Hubbard cominciò a viaggiare incessantemente negli Stati Uniti e in Europa organizzando sessioni con personaggi dell’economia e della cultura. Non usava soltanto l’LSD, ma anche la mescalina, il carbogeno e altre sostanze meno conosciute, che estraeva da una capientissima borsa di cuoio. Nel 1957, Hubbard riuscì persino ad “accendere” all’LSD un reverendo della cattedrale del Santo Rosario di Vancouver. Gli chiese anche di scrivere e diramare una nota ufficiale. Il sacerdote dichiarava di seguire con ansia gli studi sulle sostanze psichedeliche, pensando con rispetto e gratitudine al ruolo che potevano avere nell’Economia Divina.
Comperandosi una laurea fasulla in psicologia, nel 1958 Hubbard impiantò una specie di clinica dell’LSD, a New Westminster, nello stato canadese del British Columbia. Lo scopo della struttura era curare disturbi con gli psichedelici, sull’esempio di Humphrey Osmond o Oscar Janiger. Nel 1959, il giornalista Ben Metcalfe fu invitato da Hubbard a partecipare ad una sessione di due giorni. Prese la droga in una stanza progettata dal capitano. Alle pareti della stanza erano appese una riproduzione dell’Ultima Cena di Salvador Dalì, un Buddha dipinto da Gaugin e una statua della Vergine Maria. C’era anche molto incenso. Un potente impianto stereo diffondeva musiche di Johann Sebastian Bach. L’esperienza di Metcalfe fu affollata da visioni che ricordavano film peplum e rappresentazioni di drammi di Shakespeare e si concluse con un suo lungo pianto a dirotto sulla spalla di Hubbard. Questi disse al suo paziente che era bene che lui piangesse perché aveva ritrovato una dimensione rimossa, quella dimensione che tutti rimuoviamo “per diventare uomini”. Dopo il pianto, Metcalfe sprofondò in un’esperienza oscura che gli parve morte.
“Sono morto?” chiese.
“Nessuno muore mai davvero”, gli rispose Hubbard.

Metcalfe scrisse un pezzo sull’attività della clinica canadese dell’LSD e gli affari di Hubard cominciarono ad andare bene. Un giorno gli scrisse uno dei capo-progetti della Ampex, la società che produceva nastri magnetici allora all’avanguardia. Si chiamava Myron Stolaroff e aveva assistito ad una conferenza di Gerald Heard, nella quale aveva parlato delle proprietà dell’LSD. Stolaroff si mise subito in contatto con Hubbard chiedendogli informazioni. Hubbard gli rispose che c’era poco da descrivere, bisognava provare, sperimentare. Sotto l’effetto di questo rivisse, in modo traumatico la sua nascita fisica: rivisse le contrazioni della madre, il passaggio per il canale uterino, l’improvvisa emersione alla luce e al freddo, il trauma, il pianto, la paura. Restò sconvolto.
Entrò nella cerchia di Huxley, Heard e Hubbard, certo che l’LSD fosse “la più grande scoperta fatta dall’uomo”.
Hubbard continuò la sua missione sino ai primi anni Settanta, poi si ritirò in pensione. Morì nel 1981. Il suo ruolo nella storia della rivoluzione psichedelica, e i suoi contatti con il programma Mk-Ultra, restano ancora oggi indecifrabili.



Gerald Heard
Gennaio 12, 2008, 7:17 pm
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Henry Fitzgerald Heard nacque a Londra il 6 ottobre del 1889, da famiglia anglo-irlandese. Il padre era un prete anglicano, curato a Londra e poi a Bath. La madre morì quando era un bambino. Nel 1911 si laureò a Cambridge in storia e poi si preparò per una carriera nel clero anglicano. Ma era tormentato da dubbi angosciosi che lo portarono, nel 1916, ad un grave esaurimento nervoso. All’uscita dalla malattia era divenuto un materialista con una forte coscienza sociale. S’impegnò nel movimento cooperativista, in varie opere di assistenza e nel movimento pacifista. Per dieci anni lavorò con Sir Horace Plunkett (1854-1932), fondatore del movimento cooperativo-agricolo irlandese. Entrò in un ambiente intellettuale esclusivo del quale facevano parte George Bernard Shaw, W. B. Yeats e George Russell, J. R. Ackerley, W. H. Auden, G. Lowes Dickinson, E. M. Forster e molti membri di Bloomsbury, fra cui Lytton Strachey. Si fece intanto un nome come giornalista scientifico e una solida reputazione come uomo di cultura e divulgatore scientifico. Collaborò a “The Realist,” un mensile scientifico dalla vita corta ma influente, del cui comitato di redazione fecero parte Arnold Bennett, i fratelli Julian e Aldous Huxley, Bronislaw Malinowski, H. G. Wells e Rebecca West. Nel 1929 pubblicò un libro di filosofia della storia, The Ascent of Humanity, primo di una serie che sarebbe culminato nel 1966 con The Five Ages of Humanity. Curò un programma scientifico quindicinale alla BBC e collaborò anche con The Society for Psychical Research, interessata allo studio dei fenomeni ESP. Nonostante il suo rigetto per le religioni formali, Heard era convinto che la coscienza sopravvivesse alla morte.
Nell’aprile del 1937, Christopher Wood, Gerald Heard e la famiglia Huxley (Aldous, Maria e il loro figlio Matthew), lasciarono l’Inghilterra per gli Stati Uniti a bordo del traslatlantico S.S. Normandie, approdando a New York. Heard si sarebbe stabilito in California, assieme agli Huxley. Nel 1939, ad Hollywood, conobbe Swami Prabhavananda, fondatore della Vedanta Society of Southern California, iniziando la pratica e lo studio del Vedanta. Il materialismo di Heard, come quello di Huxley, si stava stemperando in una concezione materialistico-evoluzionista che pareva adattarsi bene all’antica filosofia non-dualista indiana del Vedanta. Per Heard, la realtà è un tutto che non muta, apparentemente molteplice a causa della limitatezza dei nostri sensi. Per liberarsi da un ciclo di vite che si perpetuano a causa delle passioni, l’uomo deve acquisire consapevolezza e sperimentare la vera realtà imparando a distinguere fra il reale e l’irreale, ed esercitando il distacco e praticando l’attenzione alla realtà. La pratica dell’attenzione continua può distruggere le cinque cause della schiavitù (ignoranza, attaccamento, avversione, ambizione, paura della morte).

Nel 1941 impiegò i suoi soldi nella fondazione di un centro ricerche di religioni comparate, il Trabuco College, un luogo di meditazione, dove i convittori dovevano studiare, meditare tre volte al giorno e coltivare verdure. Il Trabuco College posto nella località di Trabuco Canyon, a circa 140 chilometri a Sud di Los Angeles, si componeva di un complesso di edifici e di una vasta proprietà di terre. L’esperimento, durato circa sei anni, fu interrotto nel 1947 per insuccesso economico.
Heard scrisse moltissimo: saggistica, articoli e romanzi, romanzi del mistero e gialli, alcuni dei queli vendettero molto. Tra i suoi moltissimi progetti vi fu il tentativo di realizzare un’interpretazione del Bardo Thodol—Il libro tibetano dei morti. L’interesse di Heard per il Bardo influenzerà profondamente molti esponenti della psichedelia degli anni Cinquanta e Sessanta, convinti che il libro tibetano potesse essere utilizzato come guida durante l’esperienza di LSD, interpretata (da Ralph Metzner, Timothy Leary, Richard Alpert e altri) come un esperienza di morte e rinascita dell’Io. A quell’epoca, Heard tentò invano di coinvolgere Aldous Huxley e Igor Stravinsky per realizzare un’incisione di grande impatto. Si decise alla fine di realizzare da solo l’impresa, scrivendon una sceneggiatura, che sarebbe stata infine incisa, con il titolo Re-birth, nel 1961. Da allora, comunque, Huxley sviluppò un interesse grandissimo per l’opera tibetana: ne lesse brani alla moglie Maria, durante l’agonia di quest’ultima, nel 1955.
Per molti anni Heard meditò sei ore al giorno, alla ricerca della liberazione. La sua flosofia, integrava la scienza moderna con l’antica concezione del Vedanta. Credeva che l’umanità avrebbe raggiunto altri traguardi attraverso una serie di “salti evolutivi”, idea molto presente nel milieu scientifico-spiritualista del periodo e condivisa, tra gli altri, dai fratelli Julian e Aldous Huxley. A partire dal 1954 fu coinvolto negli esperimenti psichedelici di Huxley, e introdotto da Osmond alla mescalina nel deserto ad est di Los Angeles. Con il capitano Hubbard e Aldous Huxley partecipò alle sessioni sperimentali sull’LSD e, agli inizi degli anni Sessanta. Fu, inoltre, tra le personalità che Timothy Leary invitò al suo Harvard Psychedelic Project, tra il 1960 e il 1963. Nel primo numero della “Psychedelic Review”, al rivista curata dai membri della comune di Millbrook, compare un saggio di Heard intitolato “Can This Drug Enlarge Man’s Mind?”, in cui la riposta che Heard da alla domanda espressa dal titolo (può l’LSD allargare la coscienza?) è cautamente positiva.
Pur non essendo dedito ad una pratica costante degli psichedelici, Heard ne difese sino alla fine l’utilità come strumento di cambiamento sociale e culturale. Heard pensava che gli psichedelici avrebbero provocato un salto nella crescita spirituale dell’umanità, e condivideva le proposte avanzate da Huxley nel romanzo a tesi L’Isola. Tra l’altro, vedeva nell’omosessualità un fenomeno spirituale, che poteva essere spiegato soltanto con il riavvicinamento dell’umanità all’originale androginato. Morì ottantunenne il 14 agosto del 1971 a Santa Monica, California, dopo alcuni anni di decadenza.